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| Chiesa SS Fondatori |
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| Lavori in corso nella chiesa |
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| Dipinto di Santa Maria Madonna dei dispersi |
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Caratteri architettonici della chiesa
La chiesa è sede parrocchiale, eretta con decreto del cardinale vicario Francesco Marchetti Selvaggiani Vineam Domini, ed affidata ai Servi di Maria, che sono anche i proprietari dell’edificio. Fu costruita
tra il 1946 ed il 1956 su progetto dell’architetto Alberto Tonelli, ed intitolata ai Sette santi fondatori, devoti fiorentini del XIII secolo che sono all’origine dell’ordine dei Serviti.
Si imposta su pianta dodecagonale. Esternamente si presenta a due ordini: quello inferiore rivestito di marmo bianco, e quello superiore in mattoni di laterizio attraversato da nervature verticali in
cemento armato e coronato da una serie di finestre-vetrate policrome.
L’interno è a forma circolare, con una serie di dieci pilastri di cemento che accennano ad una navata perimetrale. Dietro l’altare maggiore è collocato un mosaico realizzato nel 1964 da Ambrogio Fumagalli.
Nella controfacciata vi è un ripiano per la collocazione di un organo.
Caratteristica è la cripta inferiore, nota come il TEMPIO NAZIONALE DEL PERPETUO SUFFRAGGIO, dedicata ai morti e ai dispersi italiani di tutte le guerre, ove sono conservate le memorie relative ai caduti,
ossia foto, medaglie, divise, bandiere, armi, nonché i loro nomi scolpiti nelle pareti.
Descrizione degli interventi
La zona che è stata oggetto di intervento, coincide con una delle nicchie votive presenti nella cripta inferiore.
Le opere hanno interessato sia il paramento murario, per il tratto corrispondente alla suddetta nicchia, che la pavimentazione dell’area. In sintesi, possono riassumersi in :
- Consolidamento e bonifica del muro coincidente con il fondale della nicchia interessata dai lavori; rifacimento dell'intonaco, previa preparazione del fondo con trattamento antimuffa e idrorepellente.
- Rasatura superficiale per la posa del rivestimento in marmo.
- Posa in opera di lastre di marmo, quali rivestimento parietale della nicchia (DIM. 29X59 cm).
- Allestimento di edicola votiva con immagine sacra di Madonna, affiancata da 2 lumi ad olio in bronzo.
- Realizzazione di gradino, con funzione di podio votivo, identico, per forma e funzione, a quello preesistente sul lato opposto e simmetrico della cripta.
Cenni storici sul dipinto di Santa Maria Madonna dei dispersi
Il dipinto fu misteriosamente abbandonato da ignoti sull’altare appartenente alla cripta della Chiesa di Santa Maria Addolorata della Grotta Santa in Siracusa. Il ritrovamento ufficiale, risalente al 1990,
è da attribuirsi al Parroco provinciale Padre Eugenio Pantano, che, prontamente, si adoperò a trasportare detta icona sacra alla Stazione dei Carabinieri circondariale. L’indagine che ne seguì, finalizzata
alla scoperta di indizi su tale ritrovamento, non portò ad alcun risultato; di fatto, non vennero riscontrate denunce di furto e/o scomparsa relative ad oggetti analoghi che potessero essere associati
al caso in esame. Il dipinto fu così restituito alla chiesa, nonché amorevolmente custodito dal parroco, fino a che, alla sua morte (1996), passò in affidamento a Padre Giuseppe Galassi che lo portò con
se’ durante le sue trasferte per l’esercizio di funzione, erigendo l’immagine sacra di Maria a Somma Accompagnatrice di viaggio; da Siracusa a Napoli fino a Roma dove trova la sua sede attuale in questa chiesa Parrocchia Santi Sette Fondatori. Gli interventi di allestimento della nicchia, come fin qui
documentati, sono stati commissionati da Padre Giuseppe Galassi, Priore Servi di Maria e rispondono al proposito di dare giusta dignità storica- artistica all’Immagine sacra, affinché anche i fedeli possano
apprezzarLa, ricevendone benevolenza e protezione.
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